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DANNO DA VACANZA ROVINATA: riconosciuto il danno non patrimoniale al turista che ha acquistato il “pacchetto turistico”

Pubblicato da Redazione in R9 - RESPONSABILITÀ CIVILE · 11/10/2014 09:23:20
Tags: DANNODAVACANZAROVINATA:riconosciutoildannononpatrimonialealturistachehaacquistatoil“pacchettoturistico”

DANNO DA VACANZA ROVINATA:  riconosciuto il danno non patrimoniale al turista che ha acquistato il “pacchetto turistico”
Tribunale - Sez. XI civ. - n. 5036 - 15 aprile 2014 - g.u. Giannelli

Acquisto di pacchetto turistico - Nozione - Danno da vacanza rovinata - Nozione

Il turista che si rivolge ad un’agenzia di viaggi per ottenere un “pacchetto turistico”, ovvero l’organizzazione di un viaggio con combinazione di servizi di trasporto e servizi alberghieri, lo fa allo scopo di ottenere un servizio completo adeguato alle proprie esigenze, senza doversi occupare direttamente e personalmente delle problematiche inerenti le combinazioni dei voli e delle varie tratte di percorrenza. Pertanto, deve ritenersi sussistere, in capo all’agenzia che organizza e vende il pacchetto turistico, l’obbligo di organizzare il viaggio conformemente alle esigenze e alle aspettative del cliente e -qualora emergano difficoltà nella combinazione delle tratte di trasporto- adeguatamente informarlo (per iscritto) delle alternative possibili e/o della necessità di provvedere autonomamente.
La risarcibilità del danno non patrimoniale da vacanza rovinata in senso stretto, quale pregiudizio conseguente alla lesione dell’interesse del turista di godere pienamente del viaggio organizzato come occasione di piacere e di riposo, è invero riconosciuto dalla consolidata giurisprudenza della Suprema Corte, anche per i casi, come quello di specie, ai quali non è applicabile, ratione temporis, il Codice del turismo: “in tema di danno non patrimoniale ’da vacanza rovinata’ inteso come disagio psicofisico conseguente alla mancata realizzazione in tutto o in parte della vacanza programmata, la raggiunta prova dell’inadempimento esaurisce in sé la prova anche del verificarsi del danno, atteso che gli stati psichici interiori dell’attore, per un verso, non possono formare oggetto di prova diretta e, per altro verso, sono desumibili dalla mancata realizzazione della finalità turistica’ (che qualifica il contratto) e dalla concreta regolamentazione contrattuale delle diverse attività e dei diversi servizi, in ragione della loro essenzialità alla realizzazione dello scopo vacanziero” (così Cass. 7256/2012; nello stesso senso: Cass. n. 5189/2010; Cass. n. 4372/2012). Detto danno va equitativamente quantificato.




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