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INTERDIZIONE, INABILITAZIONE, AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO: il Tribunale ne identifica i presupposti e le differenze

Pubblicato da Redazione in R1 - PERSONE-FAMIGLIA-SUCCESSIONI · 11/10/2014 09:27:18

INTERDIZIONE, INABILITAZIONE, AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO: il Tribunale ne identifica i presupposti e le differenze
Tribunale - Sez. IX civ. - n. 6064 - 12 maggio 2014 - pres. Corbetta - est. Massafra


Giudizio di interdizione - Valutazione delle condizioni ex art. 418 c.c. - Ambito di applicazione dell’amministrazione di sostegno - Idoneità ad adeguarsi alle esigenze del soggetto - Relazione tra misura di protezione e interessi da tutelare - Impossibilità di provvedere ai propri interessi - Totale o parziale - Maggior idoneità dell’amministrazione di sostegno - Revoca dell’inabilitazione - Sussiste.

Il Tribunale condivide l’orientamento della Suprema Corte, secondo il quale “nel giudizio di interdizione il giudice di merito, nel valutare se ricorrono le condizioni a mente dell’art. 418 c.c., per applicare l’amministrazione di sostegno, rimettendo gli atti al giudice tutelare, deve considerare che rispetto all’interdizione e all’inabilitazione l’ambito di applicazione dell’amministrazione di sostegno va individuato con riguardo non già al diverso, e meno intenso, grado di infermità o di impossibilità di attendere ai propri interessi del soggetto carente di autonomia, ma piuttosto alla maggiore idoneità di tale strumento ad adeguarsi alle esigenze del soggetto, in relazione e alla sua flessibilità ed alla maggiore agilità della relativa procedura applicativa (Cass. civ. n. 9628/2009)”.
Il giudizio di adeguatezza implica pertanto una relazione tra misura di protezione e interessi da tutelare.
L’art. 404 prevede la nomina dell’amministratore di sostegno a favore della persona “che per l’effetto di una infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trova nell’impossibilità, anche parziale o temporanea di provvedere ai propri interessi”, il che significa che l’impossibilità di provvedere ai propri interessi può essere anche totale o definitiva.
Conseguentemente, deve essere revocata la misura in essere dell’inabilitazione, misura che se da un lato è di particolare incidenza, conferendo al soggetto lo status, di incapacità, dall’altro, prevedendo che l’interessata sia assistita da un curatore per le sole operazioni di straordinaria amministrazione, si rileva inadeguata ed inefficace per un soggetto che abbia necessità di essere assistito e rappresentato anche in relazione alla gestione ordinaria delle sue sostanze e con riguardo ad ambiti decisionali strettamente personali (inerenti ad esempio ai trattamenti sanitari o al luogo dove essere assistito e curato).




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